domenica 6 febbraio 2011

Una ragazza per bene

Come sopravviere a quello che mi aspetta.
Non saprei. Per ora cerco di escluderne il pensiero dai miei pensieri. Dal mio orizzonte.
Tentativi fallimentari.
Perchè certi pensieri sono urticanti. Quando ti accorgi di averli in testa è troppo e finiscono con l'avvelenare anche questa domenica piena di luce.
Non sono una santa. Ma una ragazza per bene.
E non voglio che sia altra se non questa la mia bandiera.
Posso ancora guardarmi allo specchio senza dover inventare favole per sostenere quello che vedo. Per tutto ciò che nel bene e nel male significa. Non voglio altro se non quello che una ragazza per bene può ottenere. Il resto non mi interessa.
Voglio essere questo. Una ragazza per bene.

giovedì 27 gennaio 2011

sfondami il cuore

C'era neve fuori dai finestrini del treno. Un te tiepido e amaro. Un pacchettino di bucaneve. Una cibalgina fast. Due. Le pagine di Milano di Repubblica. Quattro chiacchere tese. E poi via via meno tese.
E ho pensato a te. Ci ho pensato come se d'improvviso mi mancasse l'aria. Come se il treno non toccasse più i binari. Come se si rovesciasse il cielo. E mi è parso che se non fossimo arrivati fino a qui insieme nulla avrebbe senso. E mi è parso che sei dentro ogni cosa. In questa mattina gelida. In questo viaggio. In questa musica. Ciò che è mio è tuo.


domenica 16 gennaio 2011

Il mio personaggio

Arrabbiarmi con te da morire e poi, a metà, scoppiare a ridere. Sfuggire il mio personaggio. Non restare fedele al copione neppure fino alla fine della discussione, neppure per cinque minuti interi. Un delusione. Una liberazione.

giovedì 13 gennaio 2011

let's all meet up in the year 2000

Una giornata lunga e lenta. Poi finalmente scende la sera lungo i binari del treno. La sera che ha le sfumatura del rosa e del blu. La sera che ha l'aspetto delle cravatte allentate dei pendolari. La sera che, se guardo verso nord, ha i tuoi occhi.
E l'ho detto perchè suona da dio.
Mi sarebbe piaciuto cantare. Temo non mi sia riuscito. Potrebbe forse venirmi meglio se non mi verognassi così tanto. E mi fa ridere che sorridi mentre esaspero il mio stridere cantando a memoria i testi più assurdi. In macchina. Mentre dici di smetterla. Ma ridi.
(Amo questa canzone. Una vertigine pensando che il futuro è già passato)


mercoledì 5 gennaio 2011

un certo numero di cose

Ho freddo. Perduta nell'inverno di questa mattina. Perduta e basta. Dentro un numero di cose troppo grande. In cose troppo grandi. Ci provo.
Questa mattina non riuscivo a dormire. La mia sveglia biologica non sente ragioni e non conosce vacanza.
Pensavo.
Che è stato bello partire. Che è bello poterti raccontare le mie promesse per il nuovo anno senza vergognarmene. Che è bello ridere di me. Di noi. E sorriderne. E mangiarti un pezzo di pizza. E aprire la finestra per fotografare l'alba mentre tu dormi.
Pensavo.
A come è naturale. E a come è complicato e difficile da ottenere. Il futuro dico. E avremo anche quello. Vorrei che per una volta fosse facile. Vorrei che i pianeti fossero allineati. Vorrei le premesse. E le promesse.
Guardavo i miei occhi riflessi nello specchio mentre lavavo i denti. Lo specchio. Il mio dentro e il mio fuori. Le cose che contano. Quella che fanno male. Le battaglie e le guerre. Perse e vinte. Combattute. Le ferite e le paure.
Credo che nulla sia facile. Nulla che conti qualcosa almeno. Mi lascio sommergere da tutte queste cose. Mi conforta sapere che non sono sola. E mi piacere poterne ridere. Di me.
E se alle fine riusciremo a credere nelle nostre promesse...