domenica 26 ottobre 2008
Sparks
If the Divine master plan is perfection, maybe next I'll give Judas a try.
Trusting my soul to the ice-cream assassin. Here... Here... Here...
venerdì 24 ottobre 2008
Sottotono
Ho lasciato quasi una settimana di pagine bianche. Il mio corpo è in parziale avaria e mi riesce difficile concentrarmi e scrivere. Ma oggi la giornata ha un che di speciale e merita in fondo di essere scritta. La mia idea di speciale di spiega in una microscopica combinazione di dettagli, pennellate casuali sulla tela, niente di che.
Oscillo tra l’infantile paura che suscita il sentire il proprio corpo in tilt a quella sensazione che accompagna il cominciare a stare meglio. Lieve. Come una foglia attaccata al ramo per un filo sottile. Oscilla. Si stacca. E, lieve, cade e si posa. Oggi il mondo di manifesta con la sordina, un tono sotto il suo tono. Un cielo di panna vela la luce troppo intensa. Un vento appena freddo mi avvolge un bozzolo intorno. Ed eccomi. Un poco impaurita. Un poco sollevata. Un poco titubante. Un poco sorridente.
La verità è che se cominciassi a pensare alla realtà così com’è, come si sta disegnando per me (quella del futuro, del lavoro, della vita e quant’altro), forse me ne lascerei sopraffare di nuovo. Resto nascosta tra le pieghe della coperta immaginaria che mi mette addosso sentirmi malaticcia, concentro i sensi sul mio piccolo mondo. Oggi resto sotto tono. Oggi mi concedo la pazienza, la comprensione, la tolleranza e il perdono. Oggi mi concedo un barattolo di miele ed un cucchiaino. Oggi resto lieve.
Abbiate pazienza.
...
domenica 19 ottobre 2008
dancing in the moonlight
Adoro la versione degli Smashing Pumpkins. Ma questa non mi dispiace. Anzi. E' perfetta. Stasera.
venerdì 17 ottobre 2008
Di pere e altro

Il pomeriggio è un po’ decadente. Questo autunno caldo ed assolato che non vuole arrendersi all’evidenza del suo destino. Mi ricorda qualcuno. E non serve neppure troppa fantasia. Ma, mentre la stagione conserva, seppur nella stonatura d’insieme, una bellezza struggente, io mi sento orribile. E orribile in molti modi per giunta. Anche se il mio sentirmi orribile non ha a che vedere col fatto di non arrendermi all’evidenza. O forse si. Ma chisenefrega.
Ho bisogno di camminare. Ma non per un’ora, almeno per un giorno intero. Camminare fino a quando non ci sono più strade per andare oltre. Camminare fino a che non ci sono più gambe per andare oltre. La staticità di questo venerdì è ulteriore fattore di amplificazione del mio sentirmi orribile.
Stare seduti troppo a lungo fa ristagnare i pensieri, li fa depositare sul culo e nel ventre come sedimento dentro una gigantesca cisterna a pera. La acque stagnanti, si sa, sono malsane, malariche, morbose. Camminare, al contrario, fa l’effetto di un mescolatore, i pensieri riprendono a fluire dagli occhi ai piedi, dai piedi alle mani, dalle mani alla testa. Come le acque frizzantine di un ruscello ghiacciato. O di un gigantesco gorgogliatore a pera. Sempre a pera, da quello non si sfugge.
Tra poco finirà l’ossigeno dentro la mia pera. Devo fuggire. Devo correre. Devo.
giovedì 16 ottobre 2008
reverse flame
Questa giornata ha il tempo dilatato. Del cielo grigio. Dei suoni ovattati dalle orecchie chiuse. Della voce roca ed appena accennata. Di una tazza di bio caffè solubile ai cereali senza caffeina. Di me che sono sveglia dall’alba e che dormo poco e guardo molto il cielo sebbene questo mi causi un lieve senso di vertigine.
Il tempo è dilatato e caldo dei colori dell’autunno. E io li ho tutti dentro quei colori. E sono una vertigine che mi scivola sotto la pelle e sale lungo la spina dorsale. Verso gli occhi. Verso questo cielo denso di nuvole.
Le parole restano silenziose oggi. Inespresse. Nascoste dentro la mia mancanza di voce. Le parole, per le quali ho una passione piuttosto intensa, delle volte non sono abbastanza. Delle volte mentono. Delle volte ingannano. Delle volte, semplicemente, non bastano. Come oggi che restano zitte nella gola. Infragilite e sgraziate. Oggi non bastano. Perché oggi sono occhi, pelle, e mani. Labbra magari. Braccia e poco altro. Oggi le parole sono troppo complesse. Oggi vorrei comunicare per canali più semplici, meno artificiosi. Naturali. Primitivi. Immediati.
Vorrei. Ma la realtà è un’altra. Non esiste un modo. E se la voce non mi aiuta. E nemmeno il coraggio. Come un fuoco al contrario. Brucio dentro. Ma sono gelida fuori. Restano queste pagine da scrivere e da affidare al vento come cenere. Per non bruciare invano.
Pensavo. Alle persone che non ho conosciuto. A quelle che non conoscerò. A quelle che credono di conoscermi. A quelle con non mi conoscono affatto. A quelle che vorrei conoscere. A quelle cui vorrei fare cambiare idea. A quelle di cui non mi importa affatto.
(E pensavo a 2 donne che vorrei conoscere e che ho indirettamente citato)

