lunedì 14 gennaio 2008

Lucciole

Una giornata di lavoro un pò frenetico, profumato di Vicksvaporub e polvere. Poco tempo da dedicarmi, ma per certi versi non tutto il male viene per nuocere. Anche se non vedo l'ora di essere in treno assorbita completamente dal libro che sto leggendo. Altrove. E poi a casa a paciugare una mela cotta alla cannella davanti al lavoro da finire.
Una giornata nervosa e piena che però si illumina di minuscole lucciole di speranza. Sulle quali tenere il segreto, per non farle volare via. Un sorriso mi sfugge silenzioso al pensiero che potrebbe essere vero. Potrebbero diventare luci abbaglianti queste tenue luccioline [ma le luccione, a proposito, non si sono più? anni e secoli che non ne vedo una].
Eccomi qui insomma, frenetica e stanca e anestetizzata, ma abbagliata dallo sfarfallare di mille piccole lucciole nuove.

...questa notte una lucciola illumina la mia finestra... [C.C.]

2 commenti:

buИCiA ha detto...

Le lucciole mi ricordano la mia adolescenza e dei ricordi che si sono fermati in un posto di montagna, dove di lucciole, la sera, se ne vedevano tante. E a fatica si distinguevano dalle stelle.
Piccoli sogni. Per spezzare un po' di buio su questa terra.

Franz ha detto...

Le lucciole mi ricordano l'estate, la prima età, quando in Sicilia, di sera, ci si ritrovava in campagna a mangiare fino a notte tarda, magari addormentandosi sotto un'ulivo.
Già.
Piccole particolari, grandi ricordi.