mercoledì 21 gennaio 2009

un puntolino

Mi succede spesso in metropolitana. Quando cambio a Loreto, prendo la rossa e attraverso tutta Milano, fino a Pagano. Mi siedo e guardo la gente, guardo le scarpe, le calze, le mani. I dettagli rivelano molto di una persona. Alle volte mi illudo di saper cogliere i dettagli. Più spesso semplicemente osservo e mi lascio sommergere dalle domande. Se ci si ferma anche solo un attimo a pensarci si rischia quasi di restare sopraffatti dall’idea, dal pensiero della moltitudine di universi che si nasconde dietro ogni dettaglio. E, lo confesso, mi fa sentire un po’ strana l’idea, mi fa sentire minuscola e completamente altra dal contesto. Io sono dentro il confine dei miei occhi, il mondo è fuori. E il confine mi appare decisamente netto. E da dentro guardo fuori e vedo le altre persone come altri mondi separati, solitari, sperduti. In fondo è come l’universo, stelle e pianeti che sembrano vicini se li guardo da qui ma che in realtà distano centinaia di anni luce. Mi succede a volte in metropolitana di percepire con esattezza ogni centimetro di quella spaventosa distanza tra me e il resto, di vedere lo spazio stretto del vagone affollato tra Duomo e Cordusio dilatarsi e sbiadire, come fossi un pianeta disperso nella galassia, un puntolino nell’universo.


3 commenti:

enne ha detto...

Una delle mie musiche preferite...
Ma noi cosa siamo, se non puntini nell'universo?

Franco Zaio ha detto...

Milano è micidiale, per queste sensazioni.

Anonimo ha detto...

Vado raramente a Milano, e prendo raramente la metro..però quando ci salgo la trovo incredibile, uno zoo senza gabbie. mi ritrovo a guardare tutti, a studiarli, mi immagino la loro vita prima e dopo quel passaggio in metro.
Più che altro trovo assurdo di come si fanno tutti i cazzi loro, nessuno è interessato dalla situazione come lo sono io!
ciao e scusa l'intrusione..