giovedì 19 marzo 2009

Senza voltarsi

Le mie palpebre chiuse. Il sole che accarezza il viso. Il vento del mattino è ancora sferzante. Qualche volta bisogna scegliere. Di non lasciar passare questo treno restando ad aspettare. Come se i treni potessero essere infiniti. Come. Se. Ma. No, questo è il tempo di scegliere. Di muoversi. Di non restare fermi. Di partire. Senza voltarsi.
E chiudo le mie cose dentro scatoloni pesantissimi. Li spingo a calci sull'ascensore. So che dentro ci sto chiudendo quei sogni che avevo. Resto seduta sulla scala sul retro. Palpebre. Sole. Aria fresca. Le braccia intorno. Silenzio. Io. Io sola. Sola a decidere, a scegliere. E che sia una lacrima sola e poi più nulla. E poi solo vivere. Senza voltarsi.


martedì 17 marzo 2009

il dado è tratto

Sono una che può dondolarsi così a lungo sull'altalena dell'indecisione da farsi venire la nausea. A volte. Non stavolta. Un'insolita risolutezza. Non so se mi ci riconosco ma tant'è. Nulla è per caso. Nulla è per regalo. Nulla è indolore. Ma il dado è tratto. Io ho deciso. E se sarà la scelta sbagliata ci penserò. Ma sarà mia, la scelta. Tutto mio il merito e tutta mia la colpa. Ed è aria fresca. E chi crede che io sia materia fragile, corpo che si dissolve tra le dita, senza consistenza. Si sbaglia. Il vento insegna quale sia la forza delle cose invisibili. Il vento che cambia i deserti.