martedì 22 gennaio 2008

eclissi di luna

La mia eclissi di luna. Riscoprirmi fragile per un attimo, fatta di vetro. E ritrovare piano piano me stessa. L’ombra nella luce. Il silenzio nella confusione. Mi stringo forte tra mie dita. So che posso farcela.

lunedì 21 gennaio 2008

pensieri strani

Questo lunedì grigio e cupo sta volando via. Troppo impegnato per darmi il tempo di respirarne un po’. L’aria fuori ha un colore grigio vagamente giallastro, forse il riverbero sfocato di un tramonto. Io rimango dietro al vetro a guardare, in parte assorta dalle cose da fare, in parte persa nelle sfumature appannate di questo cielo d’inverno.
A volte penso a quello che ho dentro, mi chiedo se ci sia veramente tutto: corpo, mente e cuore oppure se in effetti siamo concepiti con un numero di pezzi sensibilmente ridotto rispetto a quanto ci piace credere. Siamo solo il risultato di una serie di processi neurologici, reazioni chimiche ed impulsi elettrici. O siamo qualcosa di più. Forse se il mio cervello avesse un guasto e non funzionasse più come funziona io smetterei di essere quella che sono e sarei un’altra. E quella che sono smetterebbe semplicemente di esistere. E sarei un’altra col mio stesso corpo, il mio stesso aspetto. Non voglio credere che sia così. Insomma, deve esserci qualcosina, un piccolo corpuscolo incorporeo, una noce incastonata nell’angoluccio più profondo del mio essere che sono io. E che non dipende da nulla, nel dal mio corpo, ne dalla mia mente. Io. Un soffio di vento. Quella cosa che guarda da dietro i miei occhi, che ascolta con le mie orecchie e sente con la mia pelle. Quella cosa che bacia con le mie labbra e scrive con le mie dita. Quella cosa. Io. Io sono sicura di esserci da qualche parte.

domenica 20 gennaio 2008

la nebbia. e un bacio.

la nebbia. una corsa in un parco ancora completamente immerso nella nebbia. silenzio. il suono dell'acqua che sfiora gli argini. il mio respiro affannato. i miei passi sulla terra bagnata. sentirmi quasi una creatura sbucata da qualche racconto celtico. e poi guardare la nebbia salire fuori dalla mia finestra, farsi più densa e più bianca. sfumare. nascondere. poter essere ovunque e in nessun posto. la nebbia è, decisamente, una magia strana.
e un bacio. bacio è una parola generica, che racchuide dentro se stessa una moltidudine di sfumature differenti. un bacio può voler dire sentimento, passione, promessa, rimpianto, addio, arrivederci, desiderio, amicizia. un bacio può non voler niente. ma a volte ci sono dei baci che mentre li baci cancellano il tempo e lo spazio e non esiste altro che quel bacio. a quel baci penso adesso. un bacio così è, decisamente, una magia strana.
e bellissima. falla ancora.

venerdì 18 gennaio 2008

un cielo rosa

il cielo è rosa sopra Milano. proprio adesso. un tramonto d'inverno. mi sento un pò stanca, con quella vena di malinconia che mi fa annegare nel mio miele. non senza un pò di piacere.
non so perchè. lo sento mio questo tramonto. mio soltanto. nessuna spiegazione. nessuna giustificazione. nessun discorso obbligato. shh. silenzio. ci sono solo io. io sola. malinconicamente agoista. egoisticamente malinconica. sorriso a me stessa.

Lieve. Stamattina mi è capitato di scrivere la parola lieve, riferita a me stessa. Completamente fuori contesto, come sempre, attribuendo a lieve un significato che non è il suo. Ma tornata a lieve, alla parola e al suono che ha, a quello che significa, mi sono chiesta se sono davvero lieve o se sono piuttosto il suo contrario. Grave.
Oggi sento uno ad uno i chili del mio corpo che mi trattengono alla sedia e al suolo. Sento il peso dei miei pensieri dentro la testa, il peso degli sguardi, dei respiri. Grave. Eppure le dita fluttuano leggere sui tanti e un sorriso appena accennato mi sale sulle labbra. Lievi di baci al vento e parole silenziose. Non so che dirne di me, grave a lieve allo stesso tempo.
Grave quando penso alla vita, al futuro, alle occasione mancate e a quelle da provare a prendere, anche se costa fatica (e tempo, e impegno, e pensieri). Grave mentre cerco di fare valere il mio punto di vista, grave mentre ancora non riesco ad voler bene a me stessa e fisso i miei occhi tutt’altro che lievi fissarmi. Eppure. Lieve. Lieve quando mi lascio andare alla naturalezza di me stessa, lieve mentre mi abbandono al cielo e al vento, lieve mentre dimentico e sorrido, mentre rischio senza avere paura, lieve mentre scrivo, lieve mentre mi lascio sognare.

Forse, sicuro, è il bene più radioso che c'è

Lieve svenire per sempre persi dentro di noi (MK)