lunedì 4 giugno 2012

dreams

Dove finisco i sogni la mattina quando apri gli occhi?
Dissolti nell'alba, annegati nella tazza del caffè o giù nello scarico del bagno.

Dove finiscono i sogni quando diventi grande?
Dissolti nei doveri, annegati nell'incalzare di giorni, traditi.

Io non saprei dirlo. 

Raramente faccio bei sogni la notte. Più spesso incubi di pura angoscia di cui non resta traccia nell'improvviso risveglio. Oppure, se sembrano belli e ne conservo il ricordo, hanno sempre un che di inquietante che, bè sarebbe stato meglio non sognarli affatto.

Eppure so sognare. Con gli occhi aperti a guardare chissà dove. Ho sognato. Ho guardato i miei sogni morire. Assassinati. Ma poi ho sognato di nuovo.
Nell'unico modo in cui sognare. 
Timidamente. 
Nel modo incerto e leggero in cui si sognano sogni d'aria e vento. 
Senza peso.




lunedì 28 maggio 2012

stanotte

Non so se riuscirò a dormire.
La sera fuori è appena tiepida ed ha l'odore dei fuochi d'artificio ormai spenti.
Sento un vuoto allo stomaco. Un buco nero che mi inghiotte facendo ruotare attorno al suo centro la moltitudine delle mie stelle.
Siamo esseri talmente sfuggenti. Il bagliore di stelle già spente.
Ti ascolto respirare nel buio e sento battere tra di noi la fragilità delle nostre vite, ognuna per suo conto, e della nostra vita insieme. 
In silenzio ho paura ma mi sembra di aver imparato, col tempo, a mascherare il panico con consumata disinvoltura.
Ogni parola non detta è un'occasione perduta. Ma ci sono parole che non saprò mai dire.
Posso solo sperare che tu le sappia intuire. Le sappia comprendere senza che io le debba dire.
La notte è una strada sulla quale si è molto soli. Vorrei solo respirarti vicino.







domenica 27 maggio 2012

e se mi sorridi

L'estate potrebbe finire qui. Cristallizzarsi dentro questa sera.
Rannicchiata sulla vecchia poltroncina di vimini ad ascoltare la notte arrivare.
Appena un pò d'aria di troppo a farmi mettere un'altra maglietta. Appena una birra di troppo a far tacere i pensieri. Appena un pò di vento a far muovere le foglie e a disegnare le nuvole. Appena una vena di stanchezza malinconica.
Questa notte non ci saranno stelle.
Sono solo somma di particelle elementari stasera. Niente di compiuto. Un essere semplice. Vecchia e bambina. Semplice ma impossibile da spiegare, perchè in effetti ciò che è semplice non va spiegato per definizione.

Non so se riuscirò a dormire. Stanotte.





Passa e non passa. 
Passa. E non c'è niente che posso fare. Aggrapparmi con dita, con le unghie. Non basta. Chiudere gli occhi e le orecchie, trattenere il fiato. Passa. E non si può fermare. 
E non passa. Il giorno e la notte, mi divora nella veglia e nei sogni. Non basta. Chiudere gli occhi e le orecchie, trattenere il fiato. Non passa. E non c'è nulla che lo farà passare.

Forse se mi sorridi passerà e non passerà senza far troppo male. Forse se mi sorridi non ci starò a pensare. Forse se mi sorridi allora riuscirò a dormire.

venerdì 25 maggio 2012

chiuso

Temporaleggia.
Diluvia.
La lavatrice è al riasciacquo. Allungo le gambe verso l'oblò.
Siano maledetti i tacchi alti. Soprattutto il venerdì sera.
La settimana finisce mentre inizia la centrifuga. 
Muscoli e nervi si distendono avvolti dal profumo di ammorbidente.
Caviglie. Ginocchia. Punte dei piedi. 
Palpebre. Ciglia. Punta del naso.
Stasera non ci sono per nessuno.

lunedì 21 maggio 2012

na na na per farmi coraggio

Piove. Piove sempre in questo maggio milanese.
Piove sui marciapiedi e sui binari del tram. Piove sulle mie occhiaie e sulla minuscola cosa di cavallo che ho fatto stamattina. Piove sulla Milano occupata e sulla milano arancione.

Ed io, per la cronaca, credo ancora nella Milano arancione. Credo nelle istituzioni e nelle persone che abbiamo voluto ad impiegare queste istituzioni per praticare un cambiamento. Ancora credo che sapranno praticarlo, il cambiamento.

Ma, confesso, non è a questo cambiamento che penso mentre rientro a casa. Ma ad un cambiamento più personale, banale, egoista: il mio [sempre sia mai avvenuto. sempre io l'abbia mai praticato].
Il cambiamento che produce il tempo sui nostri visi e tra i nostri capelli.
Il cambiamento che produce la vita dentro la nostra persona, tra i nostri legami, dentro i nostri pensieri.

Venti anni fa sarei potuta diventare molte porsone diverse. Dieci anni fa avevo in effetti già preso un consistente numero di decisioni, già imboccato un buon numero di deviazioni e già tagliato un certo numero di legami [Non senza dolore]. 
Ed oggi? Oggi quante delle persone che avrei potuto essere sono perdute? Quante me ne restano?

Nasciamo e siamo vita in potenza. Milioni di persone in potenza. Nasciamo e possiamo essere chiunque. 
Giorno dopo giorno uccidiamo le persone che avremmo potuto essere. Una per una. Uccidiamo noi stessi per portare a compimento la nostra vita. Per compiere una sola di quel milione di esistenze che avevamo in tasca quel giorno in cui siamo nati.
Siamo nati come infinite vite e possiamo viverne solo una. Ed è questo che nelle notti di vento non ci fa dormire.