sabato 24 ottobre 2009

La virtù dei forti

Avere 30 anni -panf panf- è faticoso. Ci sono giorni in cui mi fa sentire stanca. Ci sono giorni in cui fa sentire uno schifo. Oggi unisce l'aria rarefatta delle domeniche di ottobre alla grave leggerezza dei miei (pochi?) anni. Oggi mi fa desiderare di camminare a piedi nudi sul parquet, di bere cioccolata fatta con l'acqua calda e il cacao amaro, di prolungare le ore fino a lussarle. Mi fa desideare di avere 25 anni di meno, ma anche no. (Quell'immagine idiliaca di infanzia che qualcuno dipinge non l'ho mai condivisa). Mi fa desiderare (forse) (però) (magari) di non sapere e di non conoscere molte e molte cose. Sarebbe più facile. Ma sarebbe vigliacco, debole, facile.
E, no. Non sia mai. Mi piace essere forte, o per lo meno dare quell'immagine li. Fare, disfare, rifare, affrontare, risolvere. Come se fosse facile, come se non me la facessi sotto, come se non mi tremassero la mani (e lo stomaco e le labbra), come se non fossi stanca, come se avessi tutto sotto controllo. Io ci credo, che sia vero o no ha davvero importanza a quel punto? La fragilità è un segreto. Così evidente da sembrare invisibile.

(forse era ovvio che prima o poi l'avrei fatta mia. è adesso, oggi, me.)

mercoledì 14 ottobre 2009

ottobre (I was waiting)

Per uscire dall'ufficio ho una porta a vetri rotante. Una camera di decompressione. Il clima condizionato dell'interno che si infrange contro il cielo. Oggi è successo. Sono scivolata dentro la porta che mi ha spinta fuori. Fuori. Il cielo è esploso. Di blu, di vento, di ottobre. Mettere le mani in tasca. Sentire l'aria fredda sul viso, sul collo. Promessa. Minacca. Dio, questa sono io. Ottobre che mi investi come un treno di luce. Che mi vesti di un colore nuovo. Cammino. Respiro. E mi svesto della pelle che devo indossare. Libera. Ci sei anche tu da qualche parte qui fuori. Vento e cielo. Cose da vivere.



And there's something about you...

giovedì 8 ottobre 2009

shadowplay



non sto scrivendo. ho tutto in testa ma. la vita si sta svolgendo ad una valocità che. non so.

giovedì 24 settembre 2009

e vissero tutti

Il lieto fine è un'imposizione della nostra cultura da commedia americana. Il lieto fine non è reale. E' un'imposizione. Una chimera da inseguire, invano, condannandoci ad un'indefinita insoddisfazione. Mi sono ribellata alla falsa necessità dell'happy ending. E' liberatorio. E' reale.
Il principe azzurro nelle mie fiabe è solo un uomo. L'amore non è bianco o nero, ma sfumato in un milione di toni limpidi e oscuri. Biancaneve è una piccola iena che si fa il culo perchè le sia riconoscuto l'ovvio. Ci si può perdere. Si può piangere e non avere nessuno ad asciugarci gli occhi. Si può morire e non ci sono baci che riportino indietro. Può non esseci soluzione. Delle volte si può solo incassare e alzare la guardia, saltellando sul ring.
Non mi aspetto più il vissero tutti felici e contenti. E mi sento molto meglio. I colori sono più intesi. Io più disincantata. Più stronza. Più densa. Più felice anche.

domenica 20 settembre 2009

forbici

Ho fatto un shampoo al profumo di mandorla. Ho tagliato i capelli. Ho scopato via le ciocche dal pavimento. Forse mi sono fatta prendere un pò la mano. Stanno benissimo. Erano lunghi e ora sono - beh - corti. Mi perdonino i parrucchieri. Delle volte certe cose bisogna farlo da sole. [Per fortuna ho una buona manina].
Ho anche assaggiato il mio primo onigiri. Quelli da cartone animato. Caldo. Al salmone. Ecco, il primo sapore dei miei 30 anni. Onigiri, birra e certi cieli di settembre che sembrano aggrapparsi alla rosa della sera per farlo durare. Ancora un minuto.
Tornavo in treno oggi. Mi pareva di leggere qualcosa tra le righe del paesaggio fuori da vetri. [per inciso ascoltavo ciò].