Non bisognerebbe mai ingoiare troppi rospi. Anche se il viscido fa sembrare che scendano in fretta poi finiscono con il fare male allo stomaco. Sono indigesti. E poi ho letto qualcosa sul fatto che non bisogna leccare i rospi, sono velenosi o danno allucinazioni o qualcosa del genere. Figuariamoci mandarli giù.
Parrebbe sensato afferrare il piatto sulle mani e scagliare il rospo sulla faccia del mittente. Parrebbe. Invece si finisce con l'ingoiarne di rospi. Banchetti di rospi. Supermercati di rospi.
Ed ecco spiegato perchè la ragazza onigiri sia afflitta da tanta amarezza in questi giorni meravigliosi d'autunno e stupore. Di rospi si tratta. E a cucchiate.
Ma se una morale può essere tratta anche da una storia di rospi è di diffidare. Diffidare di chi si reputa troppo buono. Diffidare dei falsi modesti. Diffidare degli amiconi. E ancora di più diffidare di chi incarna le tre cose insieme. Salvo trovarsi sepolti sotto una pioggia di rospi. Perchè, me ne stavo dimenticando, a volte i rospi piovono dal cielo.
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