Arrabbiarmi con te da morire e poi, a metà, scoppiare a ridere. Sfuggire il mio personaggio. Non restare fedele al copione neppure fino alla fine della discussione, neppure per cinque minuti interi. Un delusione. Una liberazione.
domenica 16 gennaio 2011
giovedì 13 gennaio 2011
let's all meet up in the year 2000
Una giornata lunga e lenta. Poi finalmente scende la sera lungo i binari del treno. La sera che ha le sfumatura del rosa e del blu. La sera che ha l'aspetto delle cravatte allentate dei pendolari. La sera che, se guardo verso nord, ha i tuoi occhi.
E l'ho detto perchè suona da dio.
Mi sarebbe piaciuto cantare. Temo non mi sia riuscito. Potrebbe forse venirmi meglio se non mi verognassi così tanto. E mi fa ridere che sorridi mentre esaspero il mio stridere cantando a memoria i testi più assurdi. In macchina. Mentre dici di smetterla. Ma ridi.
(Amo questa canzone. Una vertigine pensando che il futuro è già passato)
mercoledì 5 gennaio 2011
un certo numero di cose
Ho freddo. Perduta nell'inverno di questa mattina. Perduta e basta. Dentro un numero di cose troppo grande. In cose troppo grandi. Ci provo.
Questa mattina non riuscivo a dormire. La mia sveglia biologica non sente ragioni e non conosce vacanza.
Pensavo.
Che è stato bello partire. Che è bello poterti raccontare le mie promesse per il nuovo anno senza vergognarmene. Che è bello ridere di me. Di noi. E sorriderne. E mangiarti un pezzo di pizza. E aprire la finestra per fotografare l'alba mentre tu dormi.
Pensavo.
A come è naturale. E a come è complicato e difficile da ottenere. Il futuro dico. E avremo anche quello. Vorrei che per una volta fosse facile. Vorrei che i pianeti fossero allineati. Vorrei le premesse. E le promesse.
Guardavo i miei occhi riflessi nello specchio mentre lavavo i denti. Lo specchio. Il mio dentro e il mio fuori. Le cose che contano. Quella che fanno male. Le battaglie e le guerre. Perse e vinte. Combattute. Le ferite e le paure.
Credo che nulla sia facile. Nulla che conti qualcosa almeno. Mi lascio sommergere da tutte queste cose. Mi conforta sapere che non sono sola. E mi piacere poterne ridere. Di me.
E se alle fine riusciremo a credere nelle nostre promesse...
venerdì 24 dicembre 2010
ero contentissima
Il 24. Il treno delle 14.42. Un te troppo caldo tra le mani. E certi pensieri.
Il sollievo. Di avere due giorni interi dutante i quali non dovermi difendere. Poter abbassare la guardia. Dormire. Sognare forse. Camminare. E forse domenica nevicherà. Sono stanca. Stanca sfinita. delle guerre, delle armi. Delle ferite. Di fingere. E d'altro ancora.
La malinconia di questo natale che forse fa un pò male. Ricordare quando a natale ero contentissima. Quando non c'erano ombre. Ombre che sono salite poco a poco. E ora sono l'assenza.
Ma poi. La dolcezza. La fragilità e l'orgologlio. La solitudine. La forza. L'amore. L'amore. E le luci di natale.
Vi amo tutti.
giovedì 16 dicembre 2010
Le parole (1)
Come [mi sento].
Confusa [pensieri che si affollano dentro i miei occhi. premono. gridano.]
Smarrita [non c'è strada abbastanza lunga da camminare, oggi, che mi porti dove vorrei andare]
In colpa [sempre, per un milione di ragioni e per nessuna]
Stanca [perchè non è così che mi vorrei sentire. di nuovo. vorrei solo sentirmi come ci si sente quanto si è sul punto di dormire]
Sola [soprattutto e più di tutto. perchè non c'è verso di condividere questo modo in cui mi sento. non c'è voce - e non certo la mia - che possa dire come (mi sento), ma se una parola può renderne il senso è questa. sola]
Questo messaggio si autodistruggerà. Perchè sono insofferente a questo stato e mi disturba il soffermarmici al punto da spendere una manciata di righe. La sera è fredda ed è buia. Mi ispira. Mi cura e mi fa male da morire. Un silenzio che non risponde.
A volte basta riuscire a prendere sonno. A volte.
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